Pemio Nazionale di Poesia e Narrativa dedicato alla Bicicletta e al suo mondo

sabato 7 maggio 2016

In esclusiva per Il Bicicletterario, l'intervista a Massimo Gerardo Carrese, fantasiologo e membro della giuria 2016

Un'ora dopo dall'apertura de IL BICICLETTERARIO IN FESTA, e cioè quando scoccheranno le ore 11.00 di sabato 14 maggio 2016, nell'Arena Mallozzi di Scauri, sotto la suggestiva tensostruttura allestita per l'occasione, saranno la fantasia e l'immaginazione ad essere le protagoniste di un interessantissimo incontro con Massimo Gerardo Carresefantasiologo, inventore di giochi e di percorsi interdisciplinari, saggista, musicista, fondatore del “Panassurdismo”, poeta onomaturgo e ludorimico, conduce sul tema della fantasia (facoltà del possibile) e dell’immaginazione (facoltà dell’azione) cicli di conferenze, formazione, lezioni in ambito universitario, scolastico e sociale sul territorio nazionale ed estero. Oltre ad essere tutto questo e altro, è anche uno degli autorevoli giurati de Il Bicicletterario edizione 2016.
Non ama concedere interviste: ci risulta infatti che l'ultima rilasciata risalga al 2007. Ha però accettato di farlo per noi de Il Bicicletterario, e questo ci rende orgogliosi oltre che onorati. Una piacevole conversazione, che ci consente di entrare in questo mondo - quello della fantasia e dell'immaginazione - che, in fondo ci appartiene in modo naturale ma spesso dimenticato.


Fantasiologia: che cos’è?
Un percorso interdisciplinare interessato alle storie e caratteristiche della fantasia e dell’immaginazione nel vivere quotidiano, nella dimensione irreale e nelle discipline umanistiche, scientifiche, ludiche e artistiche. Si rivolge a tutti: curiosi, docenti, studenti, bambini, giovani, anziani. Per quanto insolito possa sembrare, la fantasia, l’immaginazione, la creatività si studiano, e da tempo: a esse si sono dedicati Platone, Aristotele, Dante, Antonio Ludovico Muratori e, più recentemente, Edmund Husserl, Bruno Munari, Italo Calvino, Gianni Rodari, per citare alcuni nomi. Filosofi, artisti e letterati ma anche psicologi, scienziati…e non solo uomini: in passato erano principalmente loro ad accedere agli studi ma la fantasiologia è anche donna e non solo un genere femminile nella forma grammaticale. Ai tempi, senza tuttavia escludere casi contemporanei, si credeva che fossero soprattutto gli uomini a possedere le qualità associate ora all’immaginazione ora alla fantasia. Le donne, spesso tra pregiudizi e ostacoli, hanno svolto e svolgono un ruolo decisivo nella storia dell’umanità, in vari ambiti e discipline e molti sarebbero i nomi da citare: Elefantide, Nadia Campana, Rosalind Franklin, Nina Simone, Elena Cattaneo, Tina Modotti, Melanie Klein, per esempio. Gli studi, giochi e ricerche condotti dalle donne, al pari di quelli degli uomini, contribuiscono a sviluppare l’inimmaginabilità, intesa soprattutto come la straordinarietà di un evento possibile. Il doverlo ricordare, ancora, oltre a raccontarci qualcosa sull’uguaglianza dei generi ci rivela aspetti del nostro immaginario collettivo. La fantasiologia si occupa anche di questioni sociali, del modo in cui le opinioni precostituite si scontrano con l’esperienza e la conoscenza diretta. Non è una disciplina nel senso tradizionale del termine piuttosto un modo di esplorare le due facoltà: fantasia e immaginazione (la creatività è per me un’abilità ma tralascio di approfondirla in questa intervista). Per quanto mi riguarda, cerco di procedere nell’esplorazione con dimostrazioni pratiche, esercizi, riflessioni, riferimenti bibliografici, analisi e organizzazione dati provenienti da ricerche sul campo, allo scopo di dare un riscontro alle mie idee e a quelle degli altri. Non disdegno gli aspetti legati al vissuto, cioè a esperienze non sempre traducibili in dati ma preferisco discutere soprattutto con evidenze alla mano e con esempi pratici per capire come agiscono la fantasia e l’immaginazione e in quali modi condizionano l’individuo e la collettività. Tra i tanti ambiti che la fantasiologia coinvolge, mi piace approfondire i temi della fantasia e dell'immaginazione legati alla Linguistica (studio del Linguaggio e della Lingua umana) e ai Giochi di parole (importanza scientifica e ricreativa del Gioco; possibilità ludiche, percettive e potenziali della Parola).

Qual è la differenza per te tra ‘fantasia’ e ‘immaginazione’?
È difficile spiegarlo in breve e solo a parole perché la fantasia e l’immaginazione si praticano, soprattutto. A grandi linee. L’immaginazione è la facoltà dell’azione, essa mette in movimento (in azione) le immagini che conserviamo nella nostra memoria e tali movimenti attivano relazioni vicine o lontane dallo stimolo di partenza. Relazioni logiche o bizzarre, dipende dal nostro progetto o grado di spensieratezza. L’immaginazione si accende da un’immagine, anche mentale cioè non proveniente necessariamente da uno stimolo esterno immediato. Così, un’immagine (che cosa sia un’immagine ancora oggi non è chiaro) entra in contatto con altre immagini che si collegano ad altre immagini e così via: l’azione, e la durata dell’azione, sono determinate dalla nostra curiosità, conoscenza e cultura di appartenenza. Ogni immagine è percepita dall’individuo in modo diverso: si vede con il cervello, non con gli occhi. La fantasia, invece, anziché muoversi per azione tra le immagini cerca dentro l’immagine, guarda nell’immagine, e lo fa per trovare in essa una possibilità, un’ipotesi, un potenziale. La fantasia è la facoltà del possibile, nel senso di intuizione (in-dentro e tuèri-guardare): le immagini (ogni singola immagine) della mente sono aperte per guardarci dentro, per ri-cercare al loro interno il potenziale. Quello che troviamo (si trova sempre qualcosa!) dipende solo da noi. Le immagini possono essere aperte in modo logico o illogico e, come per l’immaginazione, si correlano in base al nostro vissuto, conoscenza, cultura, finalità. Le immagini, in azione e quelle possibili, sono necessarie e inevitabili tanto per un progetto sociale quanto per una fantasticheria individuale. La fantasia guarda dentro, in profondità, il che non vuol dire complessità e originalità. L’immaginazione guarda fuori, in superficie, il che non vuol dire superficialità o riproduzione. In generale, l’immaginazione gioca con le immagini; la fantasia gioca nell’immagine. Da un altro punto di vista: l’immaginazione è attratta dal significato cioè dal concetto che veste un segno; la fantasia dal significante cioè dalla forma che denota un concetto. L’immaginazione e la fantasia non sono per me facoltà distinte (né sinonimi) ma complementari: entrambe giocano con l’immagine ma lo sguardo che rivolgono all’immagine è diverso. Azione e possibilità avvengono in veloce successione e non sempre è possibile identificarle in sequenza: mentre guardo in un’immagine faccio anche un’azione, e viceversa. Una creazione è sempre un risultato d’insieme, fatto di azione e possibilità. È difficile dire se avvenga prima l’azione o la possibilità: da una ricerca sul campo condotta qualche tempo fa verificai che l’immaginazione, per come sin qui intesa, è la facoltà che viviamo con maggiore spontaneità ed è quella che pratichiamo per prima perché lo stimolo-immagine si lega con rapidità alla nostra esperienza-memoria. Invece, sentiamo come più complessa la ricerca della possibilità perché ci apre a strade a noi sconosciute o poco esplorate. 

Perché secondo te è importante studiare la fantasia e l’immaginazione?
Perché conoscerle e praticarle ci riporta a noi, a come siamo, alle nostre azioni e possibilità. Rispetto al passato, oggi abbiamo della fantasia e dell’immaginazione una conoscenza più approfondita da un punto di vista tecnico grazie al ricorso a vari tipi di strumentazioni, come la risonanza magnetica, e a specifici esperimenti e ricerche sul campo. Ciononostante, qualcosa continua a sfuggirci, il che è un bene perché ci stimola a fare meglio e a cercare di più ma spesso facciamo dell’approssimazione la regola. Fantasia e immaginazione sono più complesse di come impiegate nel linguaggio comune: frequentemente usate come sinonimi, nonostante le storie etimologiche e sociali delle due parole; descritte come qualità esclusive dei bambini; molte volte indicate solo come attività ricreative, di svago e di evasione dal circostante. Eppure c’è dell’altro, tanto altro e per intuirlo vi invito ad aprire un dizionario di filosofia alle voci “fantasia” e “immaginazione” per scoprirne aspetti sconosciuti o provate a chiedere alle persone: «Che cosa pensate della fantasia e che cosa dell’immaginazione? Per voi sono sinonimi?». La gran parte vi risponderà che i due termini racchiudono concetti diversi e proporranno motivazioni varie ma la cosa importante è che sono le stesse persone che fino a poco prima usavano le due parole come sinonimi e senza badare troppo al significato e al senso (e sono loro stessi a raccontarvelo!). Quando siamo chiamati a pensare alla differenza tra fantasia e immaginazione, anche con esempi, emergono sfumature, complessità di sensi e di significati che ci mettono dinanzi all’evidenza di quanto siamo approssimativi nel nostro vivere quotidiano. Questo è un aspetto che dimostro con esempi pratici durante i miei incontri ma il discorso vale per molti altri punti della nostra vita, non solo per quelli linguistici. Se poi l’approssimazione ci soddisfa ed è sufficiente al nostro benessere giornaliero e sapere, questo è un altro discorso. Nell’uso quotidiano, descriviamo la fantasia e l’immaginazione vicine a un mondo astratto, le valutiamo con vaghezza attribuendo a esse qualità utili solo a evadere dalla realtà circostante (ma che cos’è la realtà?), per allontanarci da ogni forma di concretezza, e raramente guardiamo a esse come a facoltà della mente che formano e condizionano ogni singolo aspetto del nostro modo di pensare, di sentire, di vivere, di concepire e costruire (o distruggere!) il mondo in cui viviamo. Tutti abbiamo fantasia, immaginazione, creatività. In forme diverse ma le diversità sono da intendersi come unicità: siamo diversi perché unici. Noi decidiamo come giocare con l’immagine, su che cosa concentrarci, se giocare più con l’azione e meno con il possibile, se fare solo poche relazioni o addentrarci a lungo in una o più immagini. Immaginazione e fantasia: l’una non esiste senza l’altra. Entrambe alimentano la conoscenza e la curiosità, ci permettono di creare cose nuove o di ri-creare percorsi già noti. A tal proposito: il nostro atteggiamento è spesso accomodante (parassitario, in molti casi) ed è molto più semplice ricevere/usare le azioni e le possibilità che arrivano dagli altri anziché ricercare il nostro sguardo e metterci in gioco. Fantasia, immaginazione, creatività ci dicono chi siamo e come siamo: compongono il mondo in cui viviamo, quello concreto e quello astratto, quello pubblico e quello privato. Dell’immaginazione e della fantasia, ne studio e ricerco le storie e le caratteristiche e ne divulgo gli aspetti in performance interattive a scuola, università e a tutti i livelli sociali.

Performance interattive?
Sì, le persone che partecipano ai miei incontri non ascoltano monologhi ma intervengono attivamente ai temi che espongo e che di volta in volta nascono dalla discussione, che spesso dura anche diverse ore. È durante l’interazione che accolgo e propongo esercizi, riflessioni, critiche, riferimenti bibliografici, dimostrazioni pratiche - che coinvolgono anche il corpo -, dati provenienti da ricerche su fantasia e immaginazione. È con l’interazione che si rafforzano la curiosità e la conoscenza. Agli incontri fantasiologici ci si confronta insieme. Performance vuol dire realizzazione di un evento che implica una forma di imprevedibilità, data dalla reazione delle persone e dal fatto che seguo un canovaccio. Non so mai bene quali sembianze assumerà l’incontro, che dipende in tutto dai partecipanti - e tra i partecipanti ci sono anch’io. Interattivo vuol dire stimolare al massimo con attività il coinvolgimento di chi partecipa alla performance. Qual è il mio scopo? Alimentare il dubbio, nel senso del verso dantesco «non men che saver, dubbiar m’aggrata» (Inferno XI, 93). M’impegno molto affinché le persone tornino a casa e sui luoghi di lavoro con più dubbi possibili perché il dubbio è sempre positivo: implica domande, incoraggia discussioni, tende a ricercare risposte, le quali aprono a nuovi dubbi. Il dubbio è per me una certezza: fonte primaria della curiosità, privilegio della conoscenza. Il dubbio di cui parlo è quello che nasce da un’analisi dati, che viene fuori da dimostrazioni pratiche, da esercizi, riflessioni, silenzi.

Qual è il ruolo del fantasiologo?
Io non insegno “fantasia e immaginazione”, né insegno come diventare creativi. Io educo alla fantasia, all’immaginazione, alla creatività. Nel senso etimologico di educare: conduco fuori quello che è già dentro in ognuno, non con una regola (metodo) data una volta per tutte ma con uno sguardo che si riflette con il luogo in cui siamo, con chi siamo in un dato momento, con il nostro progetto di vita o di lavoro…attraverso il gioco viene fuori quello che siamo. Da fantasiologo, provo a far sguardare le persone, con attenzione e interesse, con tutti i sensi e in tutti i sensi. Sguardare è parola rafforzata, forma poetica antica per guardare

E la bici? Quanto è fantasiologica per te?
Negli ultimi tempi riesco ad andare poco in bicicletta ma per me resta un mezzo fantasiologico davvero speciale perché penso in un altro modo quando sono in sella. In bici ho un coinvolgimento sensoriale esclusivo con me stesso.

Un esempio di azione e possibilità con la bicicletta?
Mi viene da pensare a un esempio di tipo linguistico-visivo, certamente non l’unico praticabile. In questo caso, il mio approccio è di tipo linguistico e penso alla parola “bicicletta” che si lega in me a immagini (azioni) precise e sensate perché vedo la mia bicicletta… poi la persona incontrata tempo fa durante l’ultima pedalata… poi a quando forai, a quella volta che pioveva… a quando m’inseguiva un cane…. La mia immaginazione passa da un’immagine all’altra, in maniera logica, una logica soggettiva. La mia immaginazione con la parola “bicicletta”, in questo momento, non mi stupisce perché si compone di azioni che definirei normali - ho cercato di appuntare le immagini per come accadevano nella mia mente. A rileggerle non trovo nulla di straordinario ma se avessi continuato, forse sarei arrivato a qualche relazione bizzarra e stimolante. Vediamo che cosa accade con la fantasia. Resto nella dimensione linguistica e mi chiedo che cosa mi fa venire in mente la parola “bicicletta” non come significato ma come significante (questa non è l’unica via per sondare il possibile!), osservo dunque le lettere di cui si compone la parola. Inizio a disegnare, faccio vari tentativi di ricerca figurativa usando solo le lettere di “bicicletta”. Dopo varie prove…ecco, posso affermare che per me la “bicicletta” è tutte le cose dette prima ma anche una persona con un ciuffo alla Elvis Presley che saluta da dietro la finestra. Per quanto appena dichiarato, penso alle vostre reazioni e mi appunto le seguenti opzioni: a) mi credete sulla parola b) mi guardate con sospetto quando dico che per me la “bicicletta” è una persona con un ciuffo alla
Elvis che saluta da dietro la finestra, non scherzo! c) mi guardate con sospetto quando dico che per me la parola “bicicletta” è anche una persona con un ciuffo alla Elvis che saluta da dietro la finestra, non scherzo! d) mi credete con riserva, cioè almeno fino a quando non vi dimostro quanto detto, una dimostrazione soddisfacente per entrambe le parti. I punti c) e d) sono quelli che preferisco. Anche e dimostrazione sono le parole chiave del mio lavoro. Nell’esempio ho ideato una dimostrazione visiva che al momento è soddisfacente solo per me perché non posso confrontarmi con un’altra persona ma unicamente con quanto realizzato. Il disegno creato è un gioco fantasiologico che chiamo “ortinto segno”. Quello in figura è il tipo alla Elvis, fatto di sole lettere della parola “bicicletta”. Questa immagine è il mio potenziale (non l’unico!) che risiede nella parola “bicicletta”. Sulle quattro opzioni prima indicate ci sarebbero molte cose da dire perché in esse rientrano temi come il senso comune, la creatività, la follia, l’immaginario collettivo, la cultura di appartenenza, il pregiudizio. N.B. Un altro esempio linguistico-visivo di fantasia è anche disegnare con le lettere della parola “bicicletta” proprio una bicicletta ma questo è un esercizio fantasiologico che lascio a voi.

Quale motivazione ti ha spinto ad accettare l’incarico di giurato per Il Bicicletterario 2016?

La curiosità di leggere la vita delle persone in relazione alla bicicletta.

Sappiamo della tua passione per gli anagrammi (in ambito enigmistico il tuo pseudonimo è Algernon). Ci regali un anagramma sulla bici per salutare i partecipanti e lettori?

Vi rivolgo una domanda, in forma d’anagramma: «MA VOI DE IL BICICLETTERARIO = …VEDIAMO… ABOLIRETE TRICICLI?»    

martedì 3 maggio 2016

Gli artisti Rocco Lombardi e Marilisa D'Angiò firmano le loro tavole donate come premi esclusivi per Il Bicicletterario

Pochi giorni or sono, abbiamo incontrato i due artisti che tanto generosamente hanno realizzato e donato una tavola esclusiva per impreziosire i premi de Il Bicicletterario 2016: Il fumettista e illustratore Rocco Lombardi e l'illustratrice Marilisa D0'Angiò.
Li abbiamo fotografati nell'atto di apporre il proprio autografo sulle stampe a tiratura limitata delle rispettive opere.


Rocco Lombardi è nato a Formia, nel 1973. Fumettista e illustratore, i suoi lavori sono comparsi in numerose pubblicazioni in Italia e all'estero, su copertine di dischi e poster per gruppi della scena indipendente. Con Simone Lucciola nel 2002 fonda Lamette Comics, etichetta di fumetto underground con cui pubblica la raccolta di storie brevi L’albero sfregiato (2006) e l'albo illustrato Non senza mano cattiva (2011). Nel 2009 per Nicola Pesce Editore esce Annetta. È tra gli autori della rivista Giuda e nel 2012 per Giuda Edizioni realizza a quattro mani con Lucciola, Campana. Ancora per Giuda edizioni nel 2013 esce Alberico.
Dal 2014 collabora con la BluGallery di Bologna per cui produce il progetto FieraNera. Gira l'Italia insieme a Marina Girardi con Nomadisegni: un progetto in divenire fatto di laboratori itineranti in bicicletta e a piedi, storie e disegni ispirati al paesaggio.

www.lalberosfregiato.blogspot.com


Marilisa D'Angiò - Marilisa da 27 anni. Divoratrice di bastoncini di liquirizia ripieni quasi dallo stesso tempo, ama tutte le cose con fantasia floreale, guardare fuori dai finestrini dei treni, i gatti pienotti dal pelo lungo e inzuppare i cookies nella camomilla. Vive in una realtà tutta sua, dove anche le cose più piccole e ordinarie si muovono, si abbracciano tra loro e le sorridono.
Marilisa è la vincitrice della II edizione della “Greeting Cards Design Challenge” di Threadless. Dunque, se per caso vi trovate a girovagare nei Target Store e nei Walmart di Stati Uniti e Canada, tra gli scaffali potrebbero spuntare i suoi biglietti di auguri (magari, più facilmente, mentre passeggiate per Via Rubino a Formia (LT), buttate un occhio ne La Libreria di Margherita!).

Marilisa è anche una degli artisti dell’azienda italiana Paperbanana, produttrice di carta da regalo, biglietti augurali, quaderni e prodotti per la confezione, realizzati con materiali di qualità ed eco-friendly.
Non molto tempo fa, ha conseguito la qualifica di Pittore e Decoratore di Scena, arricchendo la sua formazione artistica.

Marilisa e la bicicletta:
"Mi piaceva uscire in bici, specialmente dopo i temporali, sempre. “Vado a trovare l’arcobaleno!” dicevo contenta. Ma quello che adoravo, era attraversare le pozzanghere (che venivano a crearsi tra le stradine dissestate di campagna dove vivevo) alzando piedi e gambe e guardando il mio riflesso nell’acqua. Era rossa, con il cestino in vimini posto sul davanti e un gran bel campanello con su incisi motivi floreali, il quale, però, non ha mai suonato degnamente. Forse si era un po’ arrugginito, oppure ero io che non avevo molta forza nel mio piccolo pollice, chissà."

Basta uno sguardo straordinario alle cose di tutti i giorni, per illuminare e colorare la quotidianità”.

Su questo sito, society6.com/marilisa, sono in vendita le sue illustrazioni stampate su bellissimi prodotti di qualità: borse, cuscini, tazze, orologi da parete, cover per cellulari e tanti altri.
Su quest’altro, potete buttare un occhio sui suoi vari progetti: behance.net/ma_rili_sa
Poi riprendetevelo, eh!

mercoledì 27 aprile 2016

Il Bicicletterario a "Libri nel Giro" (d'Italia) con Marco Pastonesi: incontro a Scauri mercoledì 11 maggio, 18.15, aspettando la festa del 14 maggio.



Aspettando Il Bicicletterario in Festa (14 Maggio 2016, Arena Mallozzi - Scauri Lt), il CO.S.MO.S. - Comitato Spontaneo Mobilità Sostenibile organizza, insieme alla Biblioteca della bicicletta "Lucos Cozza", un incontro davvero imperdibile, inserito nella terza edizione dell'iniziativa "Libri nel Giro" (d'Italia), che quest'anno ha titolo "Bici porta pace".

Marco Pastonesi, già giornalista de La Gazzetta dello Sport, ex giocatore professionista di rugby nonché scrittore, cicloturista e ciclista urbano, ci accompagnerà in un viaggio attraverso "Storie, storielle e storiacce del Giro d'Italia", una delle manifestazioni sportive più attese di ogni anno, della quale ha seguito ben 14 edizioni come reporter specializzato. Ci renderà partecipi di una parte del suo enorme bagaglio di storie ed aneddoti riguardanti campioni, gregari e semplici partecipanti all'evento ciclistico più importante d'Italia, accompagnato dalle chitarre di Lorenzo Di Ruddo e Antonio Di Ciaccio.

L'incontro è pubblico, aperto a tutti e gratuito, e si terrà, presso Lido La Tintarella, a Scauri (LT), nella splendida cornice del Golfo di Gaeta che farà da sfondo alle narrazioni del nostro illustre ospite.

Ai presenti, cui si raccomanda di essere puntuali - per assicurarsi di poter prendere posto! - verrà offerto un piacevole aperitivo gratuito, offerto dagli organizzatori.

Sarà presente anche Libriciclando, la libreria in bicicletta nata da un'idea di Enzo Pizza, scrittore ed educatore di strada, e Cristina Di Pietro con le sue creazioni artistiche tematiche.

Un evento davvero pieno di spunti interessanti, una delle date del meraviglioso "Libri nel Giro" (a cura della Biblioteca della bicicletta Lucos Cozza) di cui quest'anno Il Bicicletterario - Parole in Bicicletta ha l'onore ed il piacere di essere parte.

Un modo unico per aspettare la cena insieme, per parlare di bicicletta e di sport, ma anche di cultura e libri.

Vi aspettiamo, non mancate!

Mercoledì 11 maggio 2016 - ore 18.15 - La Tintarella, Scauri (LT)

Su facebook: Storie, storielle e storiacce del Giro



Breve biografia di Marco Pastonesi:

Ex giocatore di rugby in serie A e B, cicloturista e ciclista urbano, giornalista sportivo, per “La Gazzetta dello Sport” ha seguito 14 Giri d’Italia e 10 Tour de France, anche un Giro del Burkina Faso e tre del Ruanda. Fra l’altro, sul ciclismo ha scritto “Gli angeli di Coppi”, “Il diario del gregario”, “La corsa più pazza del mondo”, “Meo volava” e “Pantani era un dio”, sul rugby “La leggenda di Maci”, “Ovalia” e “Il dizionario degli All Blacks”. Con Giorgio Terruzzi ha scritto due libri di aforismi sullo sport: “Palla lunga e pedalare” e “Se l’ammazzi fai pari”.

Con Fernanda Pessolano organizza l’iniziativa “Libri nel Giro”, collegata al Giro d’Italia, in biblioteche, librerie, scuole e bar.

giovedì 7 aprile 2016

IL BICICLETTERARIO IN FESTA: una intera giornata dedicata alla bicicletta tra letteratura, arte, fotografia, artigianato e musica dal vivo, il 14 maggio a Scauri LT

Il Co.S.Mo.S. lancia finalmente l'evento "Il Bicicletterario in Festa": la giornata celebrativa delle premiazioni de "Il Bicicletterario", attorno alle quali ruoteranno le varie iniziative che la caratterizzeranno.

Si tratta di una vera e propria 'festa della bicicletta', articolata in diverse interessanti fasi, con svariate iniziative disseminate lungo un programma che si snoda dalle ore 10.00 del mattino del giorno sabato 14 maggio 2016 fino a tarda sera, ricalcando in parte la scaletta della prima edizione, svoltasi il 21 marzo del 2015, in cui si registrò un notevole successo di pubblico e critica.

Si partirà con l'apertura al pubblico dell'area dell'Arena Mallozzi, sul lungomare di Scauri, località costiera del Comune di Minturno, appositamente attrezzata per l'occasione con una tensostruttura di ultima generazione, a creare un suggestivo spazio, delimitato ma

aperto, nel quale saranno accolti un mercatino dell'artigianato con linee di creazioni ispirate alla bicicletta, la mostra fotografica legata al Premio Internazionale di Fotografia 'Scattofisso', una mostra d'arte, anch'essa tematica, e Bikexposition che, come è facile dedurre dal nome, consta in un'esposizione di biciclette particolari, vintage, strane o semplicemente belle.


L'allestimento ospiterà anche i gazebo informativi di Co.S.Mo.S. e Il Bicicletterario, della Pro Loco ed altre associazioni, e di Amnesty International.
Nel corso della mattinata (a partire dalle ore 11.00) si terrà l'Incontro Fantasiologico con Massimo Gerardo Carrese, studioso e docente in materia di fantasia ed immaginazione, membro della giuria 2016 per le opere letterarie, dedicato in particolar modo a bambini e ragazzi ma di sicuro interesse per tutte le età.
Nel primo pomeriggio (ore 14.00), alla presenza della giuria 2016, è previsto l'inizio della fase delle premiazioni: si parte con le sezioni bambini e ragazzi del premio letterario, introdotte da un divertente spettacolo de La Milizia dei Folli, gruppo teatral-clownesco di spiccato talento, che si occuperà direttamente di premiare i piccoli vincitori, coadiuvato dai rappresentanti del Parco Sospeso di Gianola.



A far da ponte con le sezioni dedicate agli adulti, interverrà lo scrittore e giornalista de Il Corriere della Sera Paolo Foschi, il quale presenterà la sua ultima pubblicazione, "Omicidio al Giro", ispirato giallo ambientato nella cornice del Giro D'Italia.
Alle 16.15 sarà la volta della premiazione degli adulti e della presentazione del volume antologico scaturito dalle selezioni della giuria de Il Bicicletterario 2016. Nello stesso ambito verranno premiati i vincitori del premio fotografico Scattofisso.




Alle ore 21.00, come apertura di serata, l'ensemble Eskhara Ballet offrirà ai presenti un omaggio danzante alla bicicletta, con coreografie originali. Saranno le ballerine del gruppo ad introdurre il concerto della nota Blues Band "Blue Stuff" di Mario Insenga, che ci porterà in un viaggio musicale tra le radici della musica moderna e l'interpretazione della grande scuola 'partenopea' del blues. A seguire, Gianpaolo 'Jumpy' Battaglia proporrà un interessantissimo dj-set tra rock e disco anni '70/80, non disdegnando puntatine nella produzione musicale recente dei due generi: un finale ballabile per chiudere con divertimento e buona musica la giornata.



Le 'delizie' del giorno non si esauriscono nel denso programma dell'evento: l'organizzazione ha infatti stipulato, con bar, pubs, pizzerie, ristoranti e gelaterie vicine all'area della festa, delle speciali convenzioni. Allo scopo, all'ingresso dell'Arena Mallozzi, verranno distribuiti gratuitamente a tutte le persone che interverranno, degli speciali gadgets, presentando i quali presso i locali convenzionati saranno applicati gli sconti previsti da ogni gestore in esclusiva per la giornata de "Il Bicicletterario in Festa".

Convenzioni speciali esistono anche con le strutture ricettive del luogo, per agevolare la visita di quanti proverranno da località più lontane: gli sconti speciali sulle tariffe alberghiere valgono per tre giorni consecutivi, 13-14-15 maggio e verranno applicate dagli hotels e B&B partners se, all'atto della prenotazione, verrà esplicitamente indicato che il soggiorno è motivato dalla visita a Il Bicicletterario in Festa.

Un grande evento dunque, un'occasione da non perdere, per festeggiare tutti insieme la conclusione della seconda edizione de Il Bicicletterario - unico premio letterario al mondo dedicato alla bicicletta - all'insegna di cultura, arte, musica e sostenibilità.


L'ingresso alla manifestazione è naturalmente gratuito per tutti, compreso il concerto finale.

Il Bicicletterario vi aspetta, a Scauri, dalle 10 del mattino di sabato 14 maggio 2016.

Per tutte le informazioni a riguardo, basta visitare il sito:
www.bicicletterario.blogspot.it

nel quale ad ogni iniziativa della giornata è dedicata una pagina specifica,

oppure la pagina facebook dell'evento "Il Bicicletterario in Festa".

Per altre info, l'indirizzo e-mail di riferimento è:
cosmosminturno@gmail.com

martedì 1 marzo 2016

Chiuso il bando 2016: Il Bicicletterario tira le somme della straordinaria partecipazione in attesa del responso della giuria

Si è appena chiuso, il 28 febbraio, il bando dell'edizione 2016 de Il Bicicletterario - Parole in Bicicletta.
L'anno bisestile ha fornito la 'scusa' per accordare un giorno di 'riserva' ai ritardatari, e nel corso della giornata del 29 febbraio altre 'parole in bicicletta' sono arrivate.
Con grande soddisfazione e riconoscenza, gli organizzatori sono ora in grado di fornire le cifre - quasi definitive - della straordinaria partecipazione che ha onorato quel che ci è piaciuto definire una sorta di 'Giro d'Italia' cicloletterario. Perché tale è stato, avendo visto coinvolte 18 regioni su 20, ben 68 province, per un totale di elaborati che ha superato abbondantemente le 400 unità!
Sono numeri importanti,  che raddoppiano il già sorprendente successo della I edizione.
Una ulteriore riprova della enorme attenzione e dell'affetto smisurato che la bicicletta riesce da sempre ad attirare su di sé.

In questa nostra epoca improntata, oggi più che mai, alla velocità che si fa fretta e frettolosità, che dalle avanguardie di un sedicente progresso inneggia ed induce alla fruizione spasmodica e speculativa, alla 'toccata e fuga', ad una superficialità spesso violenta e feroce, dal basso si moltiplicano invece le testimonianze e le iniziative a favore di una ritrovata e riscoperta lentezza, di cui la bici si fa simbolo, con la sua semplice genialità, con la sua democraticità, la sua dimensione umana che fa da ponte tra la necessità e lo svago: con la sua simpatia, intesa anche nell'accezione etimologica del termine.

Il Co.S.Mo.S., in seno al quale è stato pensato e concretizzato questo Premio nazionale di letteratura, unico nel suo genere, vuole qui esprimere tutta la felicità e la gratitudine che l'estesa e diffusa condivisione, di cui l'iniziativa è stata oggetto, suscita nell'animo di ogni suo componente.
Tutto è andato oltre ogni più entusiastica previsione, si sono occupati di noi testate nazionali, siti specializzati in  biciclette o letteratura, scuole di scrittura e scrittori affermati, stazioni radio, la stessa emitente TV di Stato Rai 3, e ciclisti di ogni genere, e poi gente comune, in ogni angolo della penisola, isole comprese. Un passa-parola generalizzato, sui social networks e nella rete tutta, che ha decretato la massiccia partecipazione registrata.

A tutti, il nostro ringraziamento più sentito: ai nostri partners e supporters, ai sostenitori ad ogni titolo, e ai giurati, che con il loro prestigio hanno certamente dato un contributo notevole alla notorietà del Premio.
Proprio a loro ora resta il laborioso compito di valutare, e scegliere, tra le centinaia di scritti giunti alla segreteria, quelli che saranno premiati e menzionati.
Per quanto ci riguarda, se potessimo, daremmo un premio a tutti coloro che con le proprie 'parole in bicicletta' hanno voluto esser parte di questa che noi organizzatori continuiamo a vivere come una bellissima avventura, in cui abbiamo trovato centinaia e centinaia di compagni di viaggio, sinceri ed entusisati.

Nel frattempo, si prepara Il Bicicletterario in Festa, la giornata di celebrazioni che includerà la premiazione, programmata per sabato 14 Maggio 2016 a Scauri, località costiera del comune di Minturno, ad un saltello dal mare, e che includerà, oltre alla proclamazione dei vincitori del concorso fotografico Scattofisso (a tema bicicletta e letteratura, manco a dirlo), artigianato, mostre ed esposizioni tematiche che avranno come centro la bicicletta. Dalle 10 del mattino a sera, con un grande concerto finale (e tutto gratuito per tutti), e con convenzioni stipulate con locali e strutture ricettive a vantaggio di tutti coloro che vorranno venire a trovarci, per conoscere noi, la giuria ed i premiati, e - perché no? - la nostra costa: vi aspettiamo numerosi, come già lo foste il 21 marzo del 2015, per la conclusione della I edizione de Il Bicicletterario.

Seguiteci su www.bicicletterario.blogspot.it e sulla nostra pagina facebook per avere, a breve, tutte le informazioni del caso, che saranno dettagliatissime e ricche di sorprese.

Un in bocca al lupo ad ogni singolo partecipante, e un invito a ritrovarci tutti il 14 maggio per festeggiare insieme il successo de Il Bicicletterario.